Per la rubrica: Archeologia musicale, il tributo all'artista che più di tutti, nel contesto sperimentale degli anni sessanta, ha saputo portare la Poesia in musica.
Quasi se lo sentiva Leonard, ci ha lasciato poco dopo avere dato alle stampe il suo ultimo album "You Want It Darker", che può essere interpretato come una confessione sulle meditazioni di uomo maturo che si avvicina all'estrema dipartita, e ne sente il fascino. Si dichiara pronto come in una preghiera a intraprendere l'ultimo viaggio, ma poi avverte la nostalgia per le cose terrene, la materia e la sua seduzione, passa attraverso la rabbia e il dolore, per poi rimanere sgomento difronte l'enormità del mistero.
In ogni brano dell'ultimo lavoro si avverte l'intensità della poesia che lo ha sempre contraddistinto.
Già poesia, si tende spesso ad abusare della parola poesia, ma nel caso di Cohen sembra la parola più azzeccata in assoluto, perché al contrario di molti suoi colleghi songwriters che dopo aver riscosso successo con le loro canzoni si sono dedicati all'arte letteraria, Leonard invece iniziò la sua carriera artistica proprio come poeta e scrittore.
Sin dall'adolescenza la sua passione principale è la comunicazione in ogni sua forma. Si dedica al teatro, all'oratoria e soprattutto alla scrittura. All'Università di Montreal partecipa a un premio letterario, il talento innato lo porta alla vittoria ottenendo la pubblicazione della prima silloge di poesie "Let Us Compare Mythologies". Si guadagna elogi da parte della stampa locale che lo ritiene una delle migliori promesse letterarie canadesi. Dopo la laurea sfrutta un premio in denaro ricevuto dal Council of Canada, rifugiandosi sull'isola di Idra, sul mare Egeo, per scrivere. Durante il buen retiro, in cui digiuna a lungo e sperimenta l'effetto delle anfetamine, produce una nuova silloge di poesie "Flowers For Hitler" e un lavoro di narrativa dal titolo "The favourite game" (Il gioco favorito in italiano) che indaga la potenza costruttiva o distruttiva della Parola. Il linguaggio è ricco e potente, il protagonista è un giovane adolescente con tratti ampiamente autobiografici. Vive in prima persona la confusione dei ricordi che riemergono dal passato e la scoperta di vari elementi formativi che lo porteranno a diventare un uomo, la lealtà e l'ipocrisia, le sconfitte, il successo, il sesso, l'amore. Contiene troppe immagini erotiche e trova grandissime difficoltà ad essere edito anche se nel 1963 finalmente trova la via della pubblicazione. Dopo qualche anno, nel 1966, esce un'altra silloge di poesie "Parisites of Haeven" e anche il romanzo "Beautiful Losers" (Belli e perdenti), visionario, onirico, escatologico, scherzoso, mai apprezzato totalmente dalla critica, ma che con gli anni diventa un caposaldo della letteratura canadese.
C'è una donna che conosce l'amore di Leonard per la musica, è Judi Collins, sua amica intima e sostenitrice, che ha avuto la possibilità di interpretarne le prime composizioni e lo esorta a mettersi alla prova anche come cantante. Grazie a una donna, quindi, irrompe nel 1967 nell'universo cantautorale con il disco Songs of Leonard Cohen e ad una donna è dedicato il primo brano della tracklist: Suzanne (bellissima ballerina che ha conosciuto realmente), mormorato come a voler dare soltanto un tappeto musicale emotivo alle parole. Per Leonard è il ponte perfetto tra la letteratura e la musica, perché proprio Suzanne prima di essere una canzone era una poesia pubblicata in "Parisites of Haeven". Anche se la critica non gli riserva una buona accoglienza, per i testi troppo tristi e per i toni malinconici, l'impatto con l'universo musicale è devastante, perché porta dentro le canzoni tutto il suo mondo poetico.
La sua fermentante interiorità è frutto di una commistione, prima implosiva poi esplosiva, di fattori. C'è una buona dose di tormento esistenziale, che sfiora la depressione; non ha paura di spiattellare l'argomento del suicidio senza filtri. Probabilmente la sua vita è segnata dal dolore per la perdita, ha perso il padre a soli nove anni. L'insegnante di chitarra che gli faceva lezioni di tecnica flamenco si suicida prima che Leonard arrivi alla fine del primo ciclo, lasciandogli, però, le basi per quel suo tipico arpeggio veloce che lo ha contraddistinto nelle sue esecuzioni. C'è l'irrequietezza spirituale, perché lui è ebreo osservante, di famiglia e retaggio, molti dei suoi testi ricalcano alla lettera passi dei libri dell'Antico Testamento e hanno la trascendenza vocale del salmo o della preghiera. Non rinnegherà mai il suo profondo legame con l'ebraismo, anche se per un lungo periodo della sua vita abbraccia il buddismo, fino ad esserne nominato monaco silenzioso, per lui, però, il buddismo è soltanto una filosofia di vita. Si lascia affascinare dalla figura di Gesù, che vede più come uomo che come figlio di Dio, e ne apprezza la sua vicinanza verso i peccatori e verso gli ultimi. Per contrasto esprime un tipo di umorismo pieno di interrogativi che si porta dietro dalla tradizione ebrea, mai evidente, anzi da scoprire sornionamente tra le righe, che spesso lo pone su posizioni contraddittorie. C'è lo sguardo attento, anche se caratterialmente si tiene in disparte per una naturale introversione lui è dentro il mondo, il mondo è dentro di lui, riuscendo ad analizzare in maniera critica i fenomeni sociali e le dinamiche politiche, sempre al fianco degli oppressi. C'è la ricchezza e l'eleganza del linguaggio, che proviene dalle sue passioni letterarie e dall'amore per poeti come Federico Garcia Lorca, Robert Frost, Thomas Stearn Eliot, alternata a crude stilettate senza peli sulla lingua, espressi attraverso l'intensità della sua voce roca e baritonale allo stesso tempo. Soprattutto c'è l'attenzione verso la sensibilità e la fragilità femminili, in qualsiasi loro manifestazione, che siano prostitute o sante, o semplicemente donne e basta. Tantissimi sono i brani dedicati alle donne appunto, come la già citata Suzanne, Marianne, Nancy, Giovanna D'Arco.
L'importanza dell'universo femminile nella sua vita e nella sua carriera è innegabile e lui lo racconta attraverso il sentimento idealizzito, il sentimento infranto, il tradimento, i triangoli relazionali e l'erotismo esuberante. Sono tanti gli esempi toccanti, uno di quelli che ci piace ricordare di più è Chelsea Hotel, il brano dedicato alla sua relazione con Janis Joplin, scritto subito dopo la scomparsa della mitica cantante.
Un modo di indagare la debolezza dell'essenza umana e di interpretare la forma canzone che è lontano dalle tendenze stilistiche del periodo storico a cui appartiene, ma che influenzerà la maggior parte di songwriters e cantautori in tutto il mondo.
"Songs Of Leonard Cohen" contiene pietre miliari della musica come Suzanne, Sister Of Mercy, So long, Marianne, Hey, That's No Way to Say Goodbye, anche se la definitiva consacrazione avviene con gli album seguenti "Songs From A Room" e "Songs of Love And Hate".
Il successo finalmente acquisito non può essere appagante per uno spirito inquieto come quello di Cohen. Negli a seguire la sua voglia di mettersi in discussione lo porta a sperimentare altri tipi di arrangiamenti. Abbandona la chitarra, per cercare suoni più pieni. Prova il pianoforte, e poi l'elettronica, con risultati non sempre convincenti.
Da uno dei maggiori insuccessi commerciali nasce, però, Hallelujah. Il brano che forse contiene la summa della poetica coheniana. L'amore per il divino e l'amore per il terreno.
La debolezza umana che è la propria debolezza. La ricerca della perfezione che si scontra contro la limitatezza. L'amore per una donna che si può scambiare per l'amore assoluto, o per l'amore verso Dio. Per intonare la propria lotta interiore sceglie i temi biblici di Re David e di Sansone, il primo tentato da Betsabea, il secondo tradito da Dalila. L'amore per la materia e il potere di decidere sulla vita di un altro uomo che ti fa sentire come un dio. Così Leonard/David/Sansone ama Betsabea/Dalila, la musica, la vita e conosce la vittoria e la sconfitta e urla Hallelujah. Hallelujah per superare la bellezza e la bruttezza, Hallelujah per unire lo spirito e la materia, Hallelujah per vedere oltre la luce e il buio, Hallelujah sommessamente urlato verso il cielo come in un orgasmo.
Hallelujah avrà sospirato Leonard per salutare il suo amato mondo.

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