Per la rubrica: PHARMASONG, la storia di un vecchio marinaio che è venuto a trovarmi in farmacia, raccontandomi che non vedeva la donna che amava da tempo infinito. Non mi chiedeva un rimedio, anche perché non avrei saputo cosa consigliare, non esisteva rimedio migliore della sua esperienza. Chiedeva soltanto ascolto. Il mio lavoro è anche questo: ascoltare, e ascoltando non potevo che farci una canzone.
Il rimedio del marinaio
Ho una cicatrice sul cuore a forma di farfalla.
La accarezzo sfiorando ogni più lieve solco,
fino a intrattenermi in quelli più profondi.
La ringrazio soffermandomi sui suoi contorni,
perché mi suggerisce la destinazione da prendere.
Riempiendo d'oro le crepe brilleranno come stelle.
Come stelle nella notte.
Affido le mie parole al canto deĺle sirene
che tra follia e ragione troveranno rimedi
e approdi, che non abbiano il tuo nome.
solo il battito delle tue ali.
Sono un'isola nell'isola che viaggia nel silenzio
dei battiti seguendo rotte cardiache.
Ogni battito è un colpo di remi, un’eco che rimbalza
tra le pareti del petto, tra i vortici del respiro,
impegnato a mutare il vento. Il vento che m'invento,
che inverte la bussola, ricuce la mappa, la ricama di luce.
La luce nata dallo strappo.
Affido le mie parole al canto deĺle sirene
che tra follia e ragione troveranno rimedi
e approdi, che non abbiano il tuo nome.
solo il battito delle tue ali.

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